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A Magione la figura femminile vista attraverso gli occhi delle donne

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A Magione la figura femminile vista attraverso gli occhi delle donne

Redazione cultura
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MAGIONE “Donna vede Donna” è il titolo dell’esposizione inaugurata ieri (11 novembre) al Museo della Pesca del Lago Trasimeno a Magione. La mostra fotografica (corredata da versi poestici) è a cura di nove artiste che attraverso l’obiettivo colgono le molteplici sfaccettature femminili e mettono in risalto la dolcezza, la bellezza e la centralità sociale delle donne.

L’evento è coordinato da Marco Pareti e Stefano Fasi con la collaborazione di Marina Sereda e Graziella Mallamaci, all’interno dei progetti “Trasimeno in Dialogo” e “Ars Cultura”. “Donna vede Donna”, di respiro internazionale, ha come sfondi distintivi il suggestivo lago Trasimeno e la bellissima Umbria, con qualche sporadica immagine ripresa fuori regione. Le fotografe, amatoriali e professioniste, tra italiane, russe e albanesi: Sara Belia, Roberta Costanzi, Elena Kovtunova, Antonella Marzano, Lorena Passeri, Rita Peccia, Antonella Piselli, Anastasia Trofimova, Reinilda Zajmi. Le cinque autrici sono di origine italiana, russa e giapponese: Sara Belia, Naoko Ishii, Graziella Mallamaci, Mariapia Scarpocchi e Marina Sereda. Gli elaborati sono stati creati e assemblati per la realizzazione di una mostra itinerante al femminile rivolta a tutti, adulti e bambini, soprattutto pensata per sensibilizzare i giovani, attraverso un messaggio positivo e gioioso, sull’importanza e la rilevanza della donna nella vita quotidiana e nei suoi molteplici ruoli.

“La collettiva Donna vede Donna – ha sostenuto Pareti in occasione dell’inaugurazione – non vuole essere un’esposizione competitiva di bravura tecnica e artistica delle fotografe e delle autrici, ma desidera sottolineare la femminilità da più e con più punti di vista, secondo la personale origine ed estrazione culturale e sociale”.

Per la direttrice del Gal Trasimeno-Orvietano Francesca Caproni si tratta di una iniziativa di qualità che si inserisce a pieno titolo nella più ampia operazione in corso al Trasimeno di recupero delle tradizioni e delle storie locali.

“E’ un evento – ha commentato l’assessore alla cultura del Comune di Magione Vanni Ruggeri – che sa entrare in relazione con il territorio; un progetto di “cittadinanza consapevole”. C’è un diverso modo di essere fotografi tra uomo e donna. Le donne hanno una particolare capacità di entrare in empatia con il soggetto che hanno di fronte”.​

La mostra si avvale del supporto del GAL Trasimeno-Orvietano e del patrocinio del Comune di Magione con la collaborazione della ProLoco di San Feliciano, del Museo della Pesca e del Lago Trasimeno, di Sistema Museo, della Cooperativa Pescatori del Trasimeno, di Trasimeno in Dialogo e Ars Cultura.

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