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Crisi Sangemini, conference call al Mise: “Lunedì si riparte”. I sindacati chiedono Cigs, sicurezza e progetti

Economia ed Imprese

Crisi Sangemini, conference call al Mise: “Lunedì si riparte”. I sindacati chiedono Cigs, sicurezza e progetti

Redazione economia
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SAN GEMINI – Un piano industriale e ripresa parziale dell’attivita’ da lunedi’ 16 marzo. Questi i positivi segnali emersi dal tavolo di crisi del Mise per la ‘Acque Minerali d’Italia Spa’, azienda che ha chiesto il concordato. La vicenda interessa lo stabilimento della Sangemini e quello dell’Acqua minerale Amerino ad Acquasparta. Viste le disposizioni governative, l’incontro si è svolto in videoconferenza con l’azienda che ha partecipato da milano. Presenti i sindacati e le varie regioni, anche queste in collegamento. C’era il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli

Concordato Durante l’incontro l’azienda ha dato rassicurazioni che entro 120 giorni presenterà un piano industriale, per riposizionarsi sul mercato e per il mantenimento del parco clienti realizzando anche un nuovo riassetto organizzativo. Dal 16 marzo riparte la produzione al 60%. Intanto verra’ richiesta l’attivazione della cassa integrazione, partendo da quella in deroga per effetti dell’emergenza sul coronavirus. Sono in corso anche trattative di partner che potrebbero essere interessati ad entrare in società’. Quanto al concordato in bianco, come riferiscono i sindacati di categoria, è stato  depositato presso il tribunale di Milano ma ad oggi manca il decreto del tribunale stesso a seguito dell’emergenza Coronavirus che ha sconvolto l’ordinarietà quindi, seppur i tempi non siano al momento certi non verrà meno il rispetto dei termini di legge dei 120 giorni per presentare il piano economico.

I sindacati. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno ribadito “la necessità di avere nel tempo più breve possibile un piano industriale su cui confrontarci avendo chiaro l’obiettivo della salvaguardia di tutti i siti produttivi e dell’occupazione. Se da un lato è importante un piano a medio/lungo termine per la riorganizzazione e il rilancio del gruppo, dall’altro abbiamo sottolineato la necessità di mettere in sicurezza tutte le lavoratrici e i lavoratori. Considerando la ripartenza al 60% i dipendenti non impegnati nella immediata ripresa produttiva devono essere coperti da ammortizzatori sociali per affrontare questo momento di difficoltà. Le Regioni dal canto loro hanno manifestato la disponibilità a lavorare per attivarsi subito e mettere in campo tutti gli strumenti necessari. “Alla nostra richiesta di tenere aperto il confronto al Tavolo ministeriale – spiegano – c’è stata data la disponibilità a riconvocarci per monitorare lo stato di avanzamento”.

Richieste. Nel pomeriggio, le forze sindacali hanno avuto una ulteriore conference call con l’azienda e il loro consulente del lavoro per attivare tutti gli strumenti necessari a dare certezza ai lavoratori. È stato condiviso di monitorare con la massima attenzione la situazione in modo da procedere tempestivamente con la richiesta di attivazione della cassa integrazione ordinaria. È stato altresì chiarito che se entro lunedì non si fosse perfezionato il percorso di richiesta della Cassa integrazione ordinaria. i lavoratori che non andranno a lavorare saranno coperti dalle ferie che potranno essere recuperate comunque grazie alla retroattività della cassa prevista nel Decreto.