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Terni, neonato morto, la madre: “Speravo che qualcuno lo salvasse”

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Terni, neonato morto, la madre: “Speravo che qualcuno lo salvasse”

Redazione
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TERNI – “Non volevo ucciderlo, l’ho lasciato lì perchè speravo qualcuno lo salvasse”. La giovane madre che ha abbandonato il figlio appena nato in un sacchetto della spesa nel parcheggio di un supermercato, si è aperta davanti al giudice in una confessione shock.

La madre si è assunta tutte le responsabilità ma l’inchiesta non è chiusa, si cerca di capire il ruolo del compagno, un uomo albanese, che è stato interrogato ma dal quale nulla è emerso, sembra fosse estraneo alla gravidanza: “Ho capito di essere incinta solo negli ultimi giorni – ha detto la donna – solo negli ultimi tre mesi ho avuto strane perdite”. Ma non è mai andata dal medico per un controllo. I sospetti per l’uomo riguardano la stranezza del fatto che possa non essersi accorto del parto in bagno così come della borsa della spesa rigida col cordone ombelicale ancora attaccato al neonato. Prima di emettere un provvedimento di arresto il pm vuole chiarire ogni aspetto

Il vescovo. “Dovremmo provare un sentimento di colpa e vergogna, rivolgere una richiesta di perdono al piccolo che amiamo chiamare ‘Francesco’ ed esprimere pietà, compassione e misericordia verso la madre e il padre”. Questo il messaggio lanciato da padre Giuseppe Piemontese, vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia a seguito della vicenda

Il messaggio “Costernazione, meraviglia, choc, sdegno  sono state espresse per la tristissima vicenda. Espressioni, che la stampa nazionale e locale ha usato per descrivere la reazione della gente di fronte ad uno dei gesti più innaturali e irrazionali che possano registrarsi in capo al genere umano. La popolazione giustamente è allarmata e varie persone, associazioni e persino il Consiglio comunale di Terni hanno voluto interpretare il comune sconcerto per l’abbandono e la morte del neonato. Credo che in questo momento tutti abbiamo bisogno di avvertire un sentimento colpa e di vergogna, e rivolgere una richiesta di perdono al piccolo, che non ha avuto neppure il tempo per trovare ospitalità in un mondo che spesso ama la vita e i bambini solo a parole. Allo stesso tempo vogliamo esprimere un supplemento di pietà cristiana, di compassione e di misericordia verso la madre e verso il padre, vittime di un vortice e di un sistema che non sa venire incontro a chi per i disagi e le ragioni più svariate non è sostenuto nelle difficoltà e criticità personali e relazionali, o posto in condizione di svolgere dignitosamente le funzioni essenziali dell’esistenza umana: sostentarsi, lavorare, amare, generare, crescere ed educare se stesso e i propri figli”.

Città dell’amore “L’infanticidio, l’aborto, la tratta dei bambini, l’abuso dei minori in tutte le forme abominevoli, la pedopornografia, l’abbandono e altre forme di violenza sono purtroppo delitti contro i quali la società deve agire con consapevolezza e determinatezza. E tuttavia occorre un’azione propositiva: favorendo l’amore alla vita, sostenendo le famiglie moralmente e concretamente, promuovendo la formazione e la scuola, creando condizioni di vita dignitose, adoperandosi per una società più umana e accogliente. In questi ultimi tempi Terni si è ritagliata uno spazio, quasi giornaliero, sulla stampa nazionale per fatti di cronaca, notizie, eventi sociali e politici, curiosità e amenità varie. Voglio augurare e prego il Signore che la città di san Valentino, patrono degli innamorati e della famiglia, possa avere in tutte le componenti civili e religiose, un sussulto di responsabilità e di generosità per indicare e donare, ad ogni persona, ragioni di vita e segni di speranza in una società animata dall’amore”.

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