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I carabinieri del Noe sequestrano 255 ettari di terreno e due pozzi tra Piegaro e Panicale: provvedimento cautelativo

Cronaca e Attualità

I carabinieri del Noe sequestrano 255 ettari di terreno e due pozzi tra Piegaro e Panicale: provvedimento cautelativo

Redazione
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PIEGARO – Oltre 250 ettari di terreno, per la precisione 255, posti sotto sequestro «a scopo cautelativo». È connesso alla vicenda della cosiddetta «Valle dei fuochi» il maxi sequestro fatto questa mattina dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Perugia (in collaborazione coi militari delle stazioni di Piegaro e Panicale) su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia. Il provvedimento riguarda un’area «ricompresa – informano i carabinieri del Noe – tra i suddetti Comuni, costituente l’ex bacino minerario utilizzato per l’estrazione della lignite da parte della società Enel spa, nonché di due pozzi ubicati in località Tavernelle del comune di Panicale (PG) e all’interno della vecchia centrale Enel di Pietrafitta di Piegaro».  Il sequestro arriva dopo una prima fase di indagini portate avanti dai carabinieri del Noe con prelievi e campionamenti effettuati dai tecnici dell’Arpa e della Usl perugini, ed è stato disposto «in via cautelativa – spiegano sempre i militai – allo scopo di effettuare ulteriori approfondimenti finalizzati ad accertare la sussistenza di eventuali criticità di natura ambientale e sanitaria». Un sequestro che ha anche lo scopo di evitare che vengano fatte movimentazioni di terreno, anche a scopo agricolo, senza le necessarie autorizzazioni.

Le reazioni  “Il maxi sequestro dei terreni eseguito a scopo cautelativo e connesso alla cosiddetta ‘valle dei fuochi’  – dichiara il deputato Filippo Gallinella del M5s – segna un passo in avanti nella direzione dell’accertamento della verità. Per questo esprimo un plauso all’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Perugia, in collaborazione con i militari delle stazioni di Piegaro e Panicale, su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia. Magistratura e forze dell’ordine con costanza ed impegno stanno portano avanti un’indagine delicata e complessa su un’area regionale che esige adeguati controlli e su cui il M5s, che ha portato il caso anche in parlamento, ha prestato sin dall’inizio della vicenda massima attenzione». Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5s Regione Umbria, Valerio Spanu (M5s Panicale) e Stelvio Olivi (M5s Piegaro) sottolineano come “sarebbe necessario  valutare a questo punto il sinergismo di potenziamento, fenomeno ivi derivante dalla somma dei metalli pesanti dispersi all’epoca nelle matrici aria-suolo-acqua, fattori inquinanti che, uniti alle ceneri di carbone sepolte in modo affatto episodico nella valle, possono cagionare presumibili effetti negativi maggiori proprio in virtù delle molteplici cause di rischio per l’uomo, l’ambiente e la salute”.

Sul fronte del centrodestra uk consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta,  plaude all’operato della magistratura. “La questione – ricorda – è stata sollevata in Assemblea legislativa da Fratelli d’Italia, in seguito alle numerose segnalazioni da me ricevute, chiamando in audizione l’Arpa e la direzione generale della Sanità. Il sequestro di 255 ettari di terreno è un segnale forte da parte degli organi inquirenti impegnati a cercare la verità in un’indagine complessa. Perché – aggiunge – quei residenti che hanno visto morire alcuni loro familiari per tumore vogliono conoscere soltanto la verità. L’auspicio – conclude Squarta – è che quell’area venga bonificata e torni come era tanti anni fa, quando vivere in quelle zone non era pericoloso per la salute dei cittadini”.