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2 Giugno, le celebrazioni in Umbria per i primi 70 anni della Repubblica

Cronaca e Attualità

2 Giugno, le celebrazioni in Umbria per i primi 70 anni della Repubblica

Alessandro Minestrini
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PERUGIA – Era il 2 giugno del 1946 quando 12 milioni di italiane e italiani fecero dell’Italia una Repubblica. Numerose celebrazioni e manifestazioni hanno avuto luogo oggi nella nostra regione per celebrare i primi 70 anni della Repubblica Italiana.

Perugia Alla presenza di amministratori locali, esponenti politici e delle forze armate, stamani si è svolta la tradizionale cerimonia, accompagnata dalle note della banda “Città di Umbertide, nel cortile della prefettura. Dopo l’alzabandiera e la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, consegna delle medaglie d’onore e premiazione dei vincitori del concorso riservato alle scuole “Memorie d’archivio”.

Terni Si sono svolte oggi a Terni una serie di iniziative organizzate per celebrare, in modo sobrio ma molto partecipato e sentito, il 70° Anniversario della Fondazione della Repubblica. Il programma ha avuto inizio alle ore 9.30 a Piazza Briccialdi dove, alla presenza del sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, del prefetto, Angela Pagliuca, del sindaco, Leopoldo Di Girolamo, del direttore del Polo di mantenimento delle armi leggere, colonnello Ezio Vecchi, nonchè delle Autorità civili e militari, hanno avuto luogo l’alzabandiera e la deposizione delle corone ai caduti. Le celebrazioni sono proseguite a piazza  Tacito dove il sottosegretario Bocci, accompagnato dal colonnello Vecchi, ha passato in rassegna il picchetto, le rappresentanze, i labari e i gonfaloni. La Banda “G. e F. Lausi” di Arrone ha poi eseguito l’inno nazionale e, contestualmente, i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Terni hanno calato la bandiera italiana sulla facciata del Palazzo del Governo. La cerimonia è proseguita con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica da parte del Prefetto e con la consegna di una medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti e delle Medaglie della Liberazione alla presenza dei sindaci dei Comuni di residenza degli insigniti. A seguire, studentesse di licei cittadini hanno letto alcuni documenti sul tema del 70° anniversario del voto alle donne.

Foligno “Il 2 giugno non è solo una data da ricordare e celebrare nel modo più solenne ma un’occasione per  ribadire il legame profondo che unisce i percorsi e i destini di ogni cittadino a quelli della comunità in cui viviamo, a quelli della nostra Repubblica”. Lo ha detto a Foligno la vicepresidente della Camera dei deputati, Marina Sereni, in occasione della Festa della Repubblica. Sereni ha sottolineato, tra l’altro, che “è lì, nella Resistenza, che affonda le sue radici la nostra Repubblica. E’ grazie a quella rinascita civile e morale che si sono potuti affermare i principi fondamentali della nostra Costituzione”. A proposito delle riforma costituzionale in atto, l’onorevole Sereni ha posto, tra l’altro, l’accento sul fatto che “la nostra è una crisi democratica profonda, per molti versi senza precedenti. L’Italia ha bisogno, per uscirne, di una democrazia che decida. Con tutti i pesi e contrappesi che servono a garantire il suo buon funzionamento. Ma che decida. Nei modi e nei tempi adeguati alla velocità e alla complessità del nostro tempo. Insomma, davvero quella del 2 giugno non è una data solo da ricordare e celebrare. Riflettere sulle scelte compiute allora e sul cammino compiuto fin qui dal nostro Paese e dalle nostre istituzioni, è anche il modo per guardare al futuro con la giusta consapevolezza di quel che siamo e dei compiti, non semplici che ci attendono. Tutto è cambiato, è vero, e molto cambierà ancora. Ma non c’è dubbio che se vorremo riuscire, dovremo essere capaci di recuperare almeno in parte lo spirito, la visione e il coraggio politico che dimostrò di avere quella generazione di grandi italiani”. Nel suo intervento il sindaco di Foligno, Nando Mismetti ha affermato che “oggi celebriamo il 70° anniversario della Repubblica: è la festa dell’Italia e degli italiani che, con il referendum popolare del 2 giugno del 1946, scelsero di dare al Paese un futuro di democrazia, di libertà, di diritti e di solidarietà, dopo la drammatica esperienza del fascismo e della seconda guerra mondiale. Erano tempi difficili, di povertà, di sofferenza ma in cui c’era la voglia di ricostruire tutti insieme, facendo prevalere il senso di responsabilità e l’interesse generale della comunità. Un quadro diverso da oggi, dove troppo spesso le istituzioni diventano teatro di beghe interne a gruppi e partiti e le ambizioni individuali tendono ad essere anteposte al bene comune. Dal quel 2 giugno del 1946 – ha proseguito Mismetti – il cammino per la completa affermazione della nostra Repubblica è stato denso di difficoltà e non può dirsi compiuto. In questi 70 anni, grazie alla Repubblica e alle istituzioni democratiche, l’Italia ha conosciuto la pace, è cresciuta dal punto di vista economico, sociale, culturale, dei diritti. Uno sviluppo che l’attuale situazione di crisi sta mettendo in discussione, allargando le disuguaglianze, mettendo a rischio la coesione sociale, aumentando la distanza fra cittadini e istituzioni. In questo quadro è necessario ritrovare lo spirito di coesione e speranza di 70 anni  fa, il senso forte di appartenenza alla comunità, il rispetto per le istituzioni democratiche che hanno permesso al nostro Paese di vivere nella pace e di affrontare e superare i momenti difficili, come la lotta al terrorismo e alla mafia. Se ieri la principale preoccupazione era quella di costruire un Stato di diritto unito, libero e democratico, oggi siamo chiamati a consolidare questa identità in un contesto generale complesso, segnato da nuove emergenze”. Nel corso della cerimonia, presenti l’associazione Filarmonica di Belfiore e il picchetto d’onore del centro di selezione e reclutamento dell’Esercito, è intervenuta il soprano Alessandra Ceciarelli. Nel pomeriggio, alle 15,30 a Raticosa, è stata scoperta una targa alla memoria dei partigiani, sul muro della cascina che fu sede della 4° Brigata Garibaldi. Alle 17,30, all’Auditorium San Domenico, concerto dell’associazione Filarmonica di Belfiore, dedicato ai 70 anni della Repubblica.

Spoleto Deposta una corona di allora in piazza della Libertà in onore di coloro che sacrificarono la loro vita per la nascita della Repubblica. Picchetto in armi e onori militari da parte del primo reggimento Granatieri di Sardegna, secondo battaglio Cengio. In municipio, nella sala del consiglio, consegnate le medaglie della liberazione. In occasione della ricorrenza del 2 Giugno il comune ha organizzato, in collaborazione con l’Associazione “Città Nuova”, una tre giorni di iniziative. Aperta lo scorso lunedì  a Palazzo  Mauri con la Conferenza “Spoleto 1946. Memorie di donne, e non solo” a cura  dell’ Archivio di Stato di Perugia sezione di Spoleto, l’iniziativa di oggi era invece dedicata ai 70 anni della Repubblica e sono intervenuti Giampiero Panfili, Presidente del Consiglio Comunale, Mauro Volpi, docente di Diritto Costituzionale Università di Perugia, Isabella Caporaletti, sindacalista, Riccardo Colangeli, rappresentante studenti medi ed universitari. Ha coordinato i lavori il ricercatore Alessandro Ciamarra.

Umbertide Consegnata questa mattina la medaglia della Liberazione al partigiano della 1° Brigata proletaria d’urto San Faustino Domenico Bruschi. 91 anni compiuti, nato a Montone ma residente ad Umbertide, Bruschi, tra gli ultimi partigiani altotiberini in vita, è stato insignito del prestigioso riconoscimento dal Ministero della Difesa in occasione del 70esimo anniversario della lotta di Liberazione e questa mattina nella Sala consiglio della Residenza comunale ha ricevuto dalle mani del sindaco di Umbertide Marco Locchi la medaglia firmata dal ministro della difesa Pinotti. Erano presenti anche gli assessori del Comune di Umbertide Pier Giacomo Tosti e Cinzia Montanucci, il sindaco di Montone Mirco Rinaldi, accompagnato dagli assessori Roberto Persico e Roberta Rosini, e Daniele Carini dell’Anpi di Montone, di cui Bruschi è presidente. Bruschi ha ricevuto la medaglia e commosso ha ringraziato i Comuni di Umbertide e Montone “per il loro impegno nel mantenere viva la memoria della lotta partigiana e nel contribuire a diffondere quei valori che costarono la vita a molte persone e che portarono alla nascita della Repubblica Italiana”. Le celebrazioni per il 2 Giugno, che quest’anno coincide con il 70esimo anniversario del diritto di voto alle donne, proseguiranno poi questa sera con la Marcia “La memoria cammina con noi”, promossa dal Coordinamento per la Pace Umbertide- Montone – Lisciano Niccone in collaborazione con il Comune di Umbertide-. Il corteo si muoverà alle ore 20,30 da piazza San Francesco per proseguire lungo il percorso via Secoli – via Spoletini – via Stella – Piazza Mazzini – via Roma – via XX Settembre – viale Unità d’Italia – via Andreani – via Pitulo – via Martiri della Libertà – via Rodolfo Morandi – Piazza Carlo Marx – via Cristoforo Colombo – via dei Patrioti – via Vittorio Veneto – via Bovicelli – via Leopoldo Grilli – via Cibo – Piazza Matteotti – Piazza XXV Aprile – Largo Luigi Vibi – via Soli, toccando alcuni dei monumenti più significativi della città, dalle targhe dedicate a Cipriano Angeloni e ad Antonio Picistrelli, che morì durante gli scontri con le forze dell’ordine nel corso della manifestazione del 1° Maggio del 1891 a Roma, dal Monumento ai partigiani del Cremona alla lapide inaugurata lo scorso anno che ricorda i caduti della Prima guerra mondiale. La marcia terminerà intorno alle 21,30 in piazza San Francesco dove verranno lette da parte degli studenti dell’Istituto superiore “Leonardo da Vinci” alcune impressioni di donne che votarono al Referendum del 2 giugno del 1946 e verrà restituita la Dichiarazione di Pace, lanciata lo scorso anno in occasione del centenario dell’inizio della Prima Guerra mondiale e che potrà essere firmata fino al 2018, quando si celebreranno i cent’anni dalla fine della Grande Guerra. Sarà inoltre possibile visitare la mostra “70 anni di Repubblica e di voto alle donne – La lunga marcia per il diritto di voto alle donne, 85 anni di attesa”, che ripercorre gli 85 anni che, dal 1861 fino al 1946, condussero l’Italia al diritto di voto alle donne e alla nascita della Repubblica e che sarà poi visitabile anche nei giorni successivi presso il Museo Santa Croce.

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