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Il popolo del Pd umbro vota alle primarie per eleggere il segretario regionale tra Bocci e Verini. Bagarre sul voto leghista a Deruta

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Il popolo del Pd umbro vota alle primarie per eleggere il segretario regionale tra Bocci e Verini. Bagarre sul voto leghista a Deruta

Redazione politica
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Un seggio delle primarie del Pd a Perugia

PERUGIA – Si vota fino alle 20 per le primarie del Pd che decreteranno il nome del nuovo segretario regionale: in corsa ci sono il parlamentare Walter Verini e l’ex sottosegretario agli Interni, Gianpiero Bocci. Le primarie sono aperte a tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali. Gli studenti e i lavoratori fuori sede, i cittadini stranieri residenti e i giovani fra i 16 e i 18 anni per votare dove momentaneamente lavorano, studiano o risiedono, hanno avuto tempo per registrarsi fino all’11 dicembre.

Modalità e numeri Per votare è necessario il documento di riconoscimento e un contributo di 2 euro, mentre gli iscritti al Pd che vorranno rinnovare l’iscrizione 2018 non saranno tenuti a versarli. Il voto si esprime tracciando un unico segno sul nome del candidato. Oltre al segretario, le primarie di domenica serviranno per eleggere anche i 250 membri dell’Assemblea regionale che saranno scelti, in modo proporzionale ai voti ottenuti da Bocci e Verini, sulla base delle liste di candidati. Sono 219 i seggi aperti in tutta l’Umbria. Attraverso le primarie, come detto, sarà scelto il nuovo segretario del Partito democratico umbro. Iscritti e simpatizzanti avranno tempo per votare fino alle 20.

Alle 12 Secondo i calcoli effettuati dal Pd ai 219 seggi alle 12 avrebbero votato circa cinquemila persone. Nel 2014, quando le primarie furono vinte da Giacomo Leonelli, i votanti furono 12.500.

Il caso Deruta Secondo alcune prese di posizione fatte sui social da parte di militanti e dirigenti del Pd (Pensi, Chiodi e altri) a Deruta avrebbe votato anche un assessore comunale della Lega, Maria Cristina Canuti. Sul caso interviene  il segretario della Lega Umbria, l’onorevole Virginio Caparvi che va giù duro: “Si tratta di un’ iniziativa personale assolutamente sbagliata – dichiara – da cui il partito si dissocia. Preme specificare che il gesto dell’assessore in questione, non è stato in alcun modo concordato con il movimento politico che, come ribadito, ne prende le distanze. A nostro avviso si tratta di un’ingenuità da parte dell’assessore, la quale non ha valutato le conseguenze del suo gesto. Come partito – conclude – ne prendiamo doverosamente le distanze ma riteniamo, altresì, che i problemi dell’Umbria siano altri come la disoccupazione in costante crescita, le liste di attesa troppo lunghe o le infrastrutture fatiscenti con buona pace di chi governa, ancora per poco, questa meravigliosa Regione”.

(Servizio in aggiornamento) 

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